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Il
torrentismo è una delle ultime discipline nate in
montagna. La sua pratica è indubbiamente interessante e
divertente, però comporta la conoscenza di tecniche di
discesa alpinstica, speleologica oltre ad un
equipaggiamento particolare e nozioni tecniche ben
precise. Come in montagna esiste l’alpinismo e il
fratello minore l’escursionismo, così nel torrentismo
può trovare spazio il “torrentismo escursionistico”. In
montagna ci sono sicuramente torrenti che si prestano ad
essere risaliti a piedi col solo accorgimento di calzare
gli stivali e di utilizzare i bastoncini. Tanto per
incominciare ne segnalo uno: il Rio Chezza, Serravalle
Sesia, zona Rifugio .
NOTE TECNICHE:
località di partenza: Serravalle Sesia
dislivello: 200 metri circa
tempo di percorrenza: ore 1.30 circa in salita
difficoltà: E
periodo consigliato: da marzo a ottobre condizionato al
livello idrico del torrente
cartografia: IGM, foglio 30, Borgosesia II S.O., scala
1: 25.000
Guida degli Itinerari Escursionistici della Valsesia,
foglio 6/A, itinerario 706, della Sezione di Varallo del
C A I. RIFUGIO MONCHEZZOLA: CTR CARTA TECNICA REGIONALE
REGIONE PIEMONTE, zona Nord, coordinate UTM, 32 T, N
5058843; E 445400
bibliografia: Valsesia e Monte Rosa, volume I, di don
Luigi Ravelli, pagine 44 e 45
.
VIA DI SALITA.
Premessa: il torrente è fiancheggiato da uno sterrato
fino al rifugio Monchezzola e successivamente dal ben
marcato sentiero per il Colle delle Ovasine. In caso di
difficoltà idriche è possibile, destreggiandosi
opportunamente, uscire dal torrente e portarsi sullo
sterrato o sul sentiero. Tenere inoltre presente che il
cammino con gli stivali nel greto di un torrente è meno
agevole del cammino con gli scarponi su un sentiero di
montagna.
Dall'incrocio in prossimità di Piane Sesia, prendere la
strada per Serravalle e Bornate. Cinquecento metri dopo
il primo semaforo svoltare a sinistra nella Via
Monchezzola da percorrere fino alla sua fine. Al termine
del bitumato, in prossimità del Rio Chezza si trova uno
slargo dove è possibile parcheggiare la macchina. La
salita a piedi inizia entrando nel torrente, piegando a
destra si sottopassa un ponte. Dopo alcuni minuti di
salita si incontra un guado e sulla destra il sentiero
per l’Alpe Seren. Succede, sulla sinistra, un muro di
sostegno a secco di grossi massi. Si perviene ad una
passerella pedonale e al guado dello sterrato per il
Rifugio Monchezzola, circa 10 minuti di cammino.
Abbassarsi per sottopassare il ponticello o uscire dal
torrente per rientrarvi dopo il guado. Ad un’ansa si
incontra, sulla destra, una protezione dello sterrato in
blocchi di cemento. In prossimità del Rifugio
Monchezzola (di proprietà dell'Associazione Nazionale
Alpini, sezione Valsesiana, Gruppo di Serravalle,
normalmente chiuso) conviene uscire dal torrente,
attraversare il ponte e raggiungere il rifugio.
Continuare nella salita passando a fianco della Cappella
Monchezzola. Qui lo sterrato finisce ed inizia un ben
marcato sentiero che conviene seguire per evitare alcune
lanche con acqua troppo alta per gli stivali. Si
perviene ad un guado da attraversare per risalire il
sentiero sulla sponda sinistra orografica del torrente.
In breve si trova un secondo sentiero, sulla sinistra,
che consente di rientrare nel torrente. Da qui il
percorso nel torrente e meno agevole di prima. Dopo
circa un’ora di cammino dalla partenza si incontra una
lanca con acqua molto alta (popolata da pesci),
evitabile uscendo dal torrente sulla destra per
rientrarvi subito dopo. Continuando nella salita si
raggiunge il guado del sentiero per il Colle delle
Ovasine, ore 1.10 circa dalla partenza. In questo punto
il torrente sembra dividersi in due rami. In effetti il
torrente di destra è un affluente e precisamente il Rio
Romalasca. Continuare sul ramo di sinistra. L’alveo del
torrente si riduce notevolmente di dimensioni. Non ci
sono difficoltà di percorrenza salvo i rami delle piante
che infastidiscono la progressione. Si incontrano alcune
intersezione di sentieri col torrente. Quando si decide
di terminare la salita conviene lasciar perdere i
menzionati sentieri perché sono difficili da seguire e
facilmente si perdono nel bosco. È quindi opportuno
ridiscendere il torrente fino al guado del sentiero per
il Colle Delle Ovasine. Prendere questo sentiero in
discesa rientrando al Rifugio Monchezzola e da qui per
sterrato alla macchina.
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