QUI MONTAGNA

   

LORO SI,  IO NO

 

Dedico questo racconto ad un alpinista che io ammiro perché, nonostante il passare degli anni, e per lui di anni ne sono passati molti, continua ad andare in montagna  con lo stesso spirito ed entusiasmo giovanile. Quando penso a lui me lo vedo davanti: alto poderoso, sempre sorridente e fiducioso nella vita, innamorato delle sue montagne e della sua valle  che sono lo scopo e la ragione della sua esistenza. Per lui le esperienze di montagne vissute sono un bagaglio personale e una ricchezza morale veramente invidiabili.

 

Quelli come me, quelli della mia generazione, quando eravamo ragazzi, andavamo a giocare a pallone sul sagrato della chiesa di S.  Martino.

 

         Poi gli anni sono passati.

 

Gli altri hanno fatto carriera,

io no.

Gli altri sono diventati importanti,

io no.

Gli altri hanno fatto i soldi,

io no.

 

Poi di anni ne sono passati ancora

 

Una parte di quei ragazzi che andavano a giocare a pallone sul sagrato della chiesa di S. Martino sono morti,

io no.

Altri  hanno problemi di salute,

io no.

Quelli che stanno bene quando escono da casa vanno a comperare il giornale alla vicina edicola o al bar a fare la partita con gli amici,

         io no.

 

Io quando esco da casa vado in montagna a fare sci-alpinismo,

loro no.

Io quando esco da casa vado in montagna a camminare,

loro no

io quando esco da casa vado in montagna con la mountain bike,

loro no.

 

Quei ragazzi che andavano a giocare a pallone sul sagrato della chiesa di S. Martino come sono stati trattati dalla vita ?

Ad ognuno la sua risposta.

 

La mia è:  io si

 

Da parecchi anni e fino ad oggi è così,

domani si vedrà.

 

 

Valsesia 14 giugno 2004.

 

 

 
 

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