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IL MIO
CURRICULUM |
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per comunicare con l'interessato TORRI STEFANO
fare riferimento alle seguenti e-mail |
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torriste@gmail.com
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steffen@hotmail.it |
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GEOMETRA:
diploma conseguito nel luglio del 1949 presso l’Istituto
Tecnico Ottaviano Fabrizio Mossoti di Novara. Quell’anno
una commissione d’esame infame ha promosso con buoni
voti quattro candidati che non meritavano la promozione
neanche ad ottobre. Essi sono Cappa Clara, Codini
Roberto, De Simoni Giovanni, Pescarolo Romano. La cosa è
stata talmente scandalosa da giustificare un ricorso al
Provveditorato agli Studi. I promossi si sono ben
guardati dal farlo, perché ormai erano fuori. I
rimandati hanno fatto sapere alla Commissione: “se ad
ottobre non ci promuovete tutti facciamo ricorso”. Ad
ottobre sono stati tutti promossi. E questa è stata la
prima infamia che ho dovuto subire dalla società nella
quale vivo. La seconda infamia è stato il tema
d’italiano: “Trattare del carattere morale ed umano di
un’opera studiata”. A scuola avevamo studiato i Promessi
Sposi. Tutti hanno parlato di quello. Io invece ho
trattato il profilo dei personaggi del Piccolo Mondo
Antico del Fogazzaro. Il Fogazzaro non era un aurore nel
programma d’esame. Quando sono andato all’orale
d’italiano l’insegnante Barberis Francesco di Vercelli
ha detto di fronte a tutti: “Questo è il più bel tema di
italiano che io abbia letto in vent’anni
d’insegnamento”. Il tema era perfetto: l’insegnante ha
adoperato la matita solo per mettere la sua firma e il
voto. Il voto è stato sette. Possibile che l’emerito
Barberis non abbia dato un otto in vent’anni di
insegnamento ? Oltre a questo negli orali sono stato
interrogato sulle opere e la questione religiosa del
Fogazzaro che, ripeto, non era un autore nel programma
d’esame. La cosa mi ha fatto molto male: e questa è
stata la seconda infamia che ho dovuto subire dalla
società nella quale vivo. A diploma conseguito ho
concorso per una borsa di studio per l’università. La
borsa è stata assegnata ad un mio compagno di scuola
attivista dell’Azione Cattolica, mentre io, per le mie
idee politiche, ero considerato di estrema sinistra,
anche se non ero iscritto a nessuna partito: questa è
stata la terza infamia che ho dovuto subire dalla
società nella quale vivo.
GEOMETRA ISTRUTTORE: qualifica
conseguita a fine servizio presso la Ripartizione Lavori
Pubblici del Comune di Novara. La carriera che ho fatto
è stata quella degli scatti di anzianità. Per conseguire
qualifiche di rilievo bisognava prostituirsi (far
mercato di ciò che dovrebbe essere gelosamente custodito
perché legato alla propria dignità) con la congrega
degli uomini politici e delle imprese edili operanti a
Novara, cosa che io non sono stato capace di fare. Chi è
stato capace, pur essendo un emerito cretino col solo
diploma è diventato Capo Sezione, qualifica per
regolamento riservata ai laureati.
Ho detto emerito cretino e lo dimostro:
- ha impiegato 6 anni per fare i 5 del corso per
geometri e non è mai stato promosso una volta a luglio.
- quando sono uscite le prime calcolatrici digitali per
fare, per esempio, l’operazione 4 x 5 occorreva operare
come segue: 4 enter; 5 enter e per ottenere il prodotto
premere il tasto x. Quel geometra non era capace di
farlo tanto che faceva a mano tutte le operazioni
relative al controllo edilizio degli edifici.
- a diploma conseguito è andato a lavorare in una
impresa di lavori stradali. Dopo un mese è stato
licenziato.
Non c’è da meravigliarsi se al Comune di Novara sia
riuscito a sopravvivere e ad emergere prostituendosi. In
quel periodo (seconda metà del 20° secolo) l’80% dei
tecnici del Comune erano degli incapaci. Di questo 80%
la metà hanno fatto carriera. Fra i geometri qualcuno
valido si poteva trovare anche se era soffocato dalla
generale incapacità. Gli ingegneri invece erano a
livello zero. Un laureato in ingegneria, di capacita
normali, non va a finire in un ente pubblico perché
nelle imprese e nel professionismo ha maggiori
possibilità di guadagno e di soddisfazioni personali. In
tema di ingegneri non sono mai riuscito a capire come
certi ignoranti totali siano riusciti a prendere la
licenza liceale e a laurearsi.
Con un sotterfugio urbanistico una delle imprese più
grosse operanti a Novara riusciva sempre a costruire un
piano in più. Risultato: un appartamento in regalo al
menzionato geometra, all’assessore e al sindaco. Di
tutto questo sono stato un impotente spettatore. C’era
anche un altro modo per fare carriera al Comune di
Novara: mandare la propria moglie a letto col Segretario
Generale dott. Campanelli. Un mio collega e un mio
compagno di scuola, entrambi geometri, sono diventati
rispettivamente Capo Sezione e Ispettore del Dazio. E
questa è stata la quarta infamia che ho dovuto subire
dalla società nella quale vivo
Un terzo modo per fare carriera era quello di iscriversi
ad un sindacato, non importa quale e diventarne
attivista. In questa veste dare contro
all’Amministrazione in modo asfissiante, continuo, su
qualsiasi argomento per arrecare il massimo disturbo
agli assessori e al Sindaco. A questo punto
l’Amministrazione, pur di tacitare un elemento
fastidioso, alla prima occasione gli concedeva la nomina
desiderata: capo ufficio, capo sezione o altri
importanti incarichi. A scopo conseguito l’interessato
stava zitto, si metteva in disparte per lasciare in
seguito il sindacato.
Tirando le somme al Comune di Novara, nel settore
tecnico, non è mai successo che qualcuno abbia fatto
carriera per merito.
CASEOTECNICO: diploma conseguito
presso l’Istituto Sperimentale di Caseificio di Lodi,
utilizzato solo parzialmente presso il Caseificio Costa
di Novara.
DISEGNATORE PROGETTISTA: incarico
ricoperto presso l’Ufficio Progetti del Comune di Novara
dove ho realizzato: ampliamenti di scuole, palazzina del
servizi al Mercato Ortofrutticolo di Novara, complesso
scolastico Villaggio San Rocco, Scuola di Viale Giulio
Cesare.
TOPOGRAFO: addetto all’Ufficio
Rilievi Topografici al Comune di Novara. Ho iniziato a
fare misurazioni con un vecchio tacheometro Salmoiraghi
ante guerra, per finire con un Wild con distanziometro e
misurazioni memorizzate su scheda. Ho rilevato tutte le
zone PEEP (Piano Edilizia Economica Popolare) oltre a
moltissimi rilievi per la progettazione e tracciamento
delle nuove strade di PRG (Piano Regolatore Generale).
PROGRAMMATORE COMPUTER: quando
sono arrivati i computer ho imparato il linguaggio Basic.
Con questo linguaggio ho fatto tutti i programmi
necessari per la gestione dell’azienda artigianale di
confezioni di maglieria di mia moglie Julienne.
ALPINISTA: ho fatto la mia prima
cima all’età di sei anni e poi non ho più smesso. Oltre
a salite nel Gruppo del Monte Bianco, del Gran Paradiso,
in parte nelle Dolomiti, ho fatto le vie più impegnative
del Monte Rosa.
ISTRUTTORE D’ALPINISMO: come
istruttore ho fatto 5 corsi d’alpinismo alla Sezione di
Novara del Club Alpino Italiano.
SCIATORE: ho imparato tardi a
sciare, alla Scuola di Sci Pirovano allo Stelvio, quando
avevo già oltrepassato i 30 anni. Ma egualmente ho fatto
le più belle e impegnative piste della Val d’Aosta, del
Sestriere, e della Svizzera.
SCIATORE ALPINISTA: dallo sci da
pista sono passato allo sci-alpinismo. Numerosissime
sono le salite che ho fatto dal Delfinato, alla Val
dìAosta, alla Svizzera e alle Dolomiti. Con Toni Gobbi e
l’organizzazione Settimane Nazionali di Sci-Alpinismo
d’Alta Montagna, ho portato a termine la Haute Route
Classica (traversata in sci da Courmayeur a Cervinia di
una settimana) e la Settimana ai 4.000 della Britannia.
ESCURSIONISTA: sulle Prealpi
Valsesiane ho raggiunto più di 100 cime anche da
versanti diversi.
SPELEOLOGO: sono socio del Gruppo
Grotte Novara, dove ho realizzato un attività
speleologia se pur modesta.
PRESIDENTE GRUPPO SPELEO: per tre
anni ho rivestito la carica di Presidente del Gruppo
Grotte Novara.
VICE PRESIDENTE CAI: in un momento
particolarmente delicato per la vita della Sezione di
Novara del Club Alpino Italiano ho rivestito la carica
di Vice Presidente
CONSIGLIERE CAI: in fasi alterne
sono stato consigliere della Sezione di Novara del Club
Alpino Italiano per circa 20 anni.
CICLOSPORTIVO: con la bicicletta
da corsa prima, con la Mountain Bike in seguito ho
partecipato a molte riunioni ciclo sportive. sempre con
la Mountain Bike batto abitualmente il Parco del Ticino.
NUOTATORE: a 10 anni mio padre mi
ha insegnato a nuotare e da allora non ho mai smesso di
farlo nel Sesia, nel Ticino, sul Lago Maggiore, al mare
e in piscina.
SUB IN APNEA: facevo le nuotate
prima a corpo libero, poi con maschera e pinne. Una
volta in Grecia ad Acti Thermaikos ho fatto 45 minuti
consecutivi di nuoto. Andavo anche sott’acqua, ma sempre
a modeste profondità.
PESCATORE: per parecchi anni sono
stato pescatore di bilancia, canna, canna lancio nei
cavi, fossi attorno a Novara, nel torrente Agogna e nel
fiume Ticino, nel Lago Maggiore. Attualmente vado a
pescare con canna lancio nei numerosi laghetti attorno a
Galliate dove abito.
GUARDIA PESCA: negli anni 50 ho
fatto da accompagnatore ai guardia pesca
dell’Associazione Pescatori Dilettanti di Novara durante
il periodo dell’asciutta dei canali per la loro
manutenzione.
FOTOREPORTER: utilizzando la mia
attrezzatura fotografica: tre corpi macchina Nikon con
la serie completa di obbiettivi normali e zoom ho fatto
servizi fotografici per conto del Comune di Novara e di
privati, però sempre a gratis, cioè col solo rimborso
spese. Con la digitale, sempre Nikon, ho fatto un'ampia
documentazione della manifestazione di Bornate,
quartiere di Galliate, a gratis naturalmente. Non ho
neanche richiesto il rimborso del CD sul quale ho
restituito le fotografie scattate.
ORTOLANO: utilizzando un pezzo di
terreno, se pur esiguo, annesso alla casa dove abito a
Galliate, ho coltivato: pomodori, insalate varie,
cipolle rosse, aglio, scalogno, sedano, prezzemolo,
catalogna, cetrioli, melanzane, peperoncino piccante,
basilico, oltre ad una pianta di vite, lauro, rosmarino,
salvia, timo ed altre coltivazioni occasionali.
FLORICOLTORE: come conseguenza
dell’orto ho coltivato piante varie d’appartamento.
Nell’orto: rose, oxalis, tagete, portulaca, girasole ed
altro ancora.
MOTOCICLISTA: ho avuto tre moto:
Guzzi 65, Guzzi Zigolo 98, 300 Gilera. Con quest’ultima
ho girato mezza Italia e mezza Svizzera.
CAMPEGGIATORE: con moto e tenda
prima, con macchia e tenda dopo, da solo, con amiche
varie, poi con mia moglie Julienne e mio figlio Roby ho
girato tutta l’Italia, la Francia, la Spagna, il
Marocco, l’Austria, la Jugoslavia, la Grecia.
TURISTA VIAGGIATORE: come
campeggiatore, con Camper, con circuiti organizzati in
pullman, attraverso villaggi turistici del Club Med, di
Bravo Club, della Valtur, di Alpitour, ho fatto tutta
l’Europa compreso i paesi dell’Europa Orientale, e
l’allora Unione Sovietica, il nord Africa, la Turchia,
il Senegal, Corfù, Egitto e Sinai
CROCIERISTA
in crociera
sono stato a: Alessandria-Cairo, Cipro, Rodi, Malta,
Tripoli, Barcellona, Cadice-Siviglia, Lisbona,
Gibilterra, Alicante, Malaga, Istanbul, Odessa, Yalta, Santorini,
Katacolon
WEBMASTER: coll’avvento di
internet ho programmato con FrontPage 2003 e con Wide i
siti: torriste.it; gruppogrottenovara.it (poi
sostituito); qui-montagna.com; cainovara.it;
geologicsrl.it
MOTOSCAFISTA: da più di vent’anni
posseggo una barca “Primatisti 15” di Bruno Abbate con
motore Mariner Magnum da 45 cavalli,con la quale, tutte
le estati, scorrazzo nella parte meridionale del Lago
Maggiore: Castelletto Ticino, Lisanza, Angera, Arona,
giro delle Isole Borromee, ecc..... |
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NOVARAOGGI,
anno 6, n° 33, venerdì 22 agosto 2008; pubblica a pagina
13 il seguente articolo (i nomi e le fotografie degli
altri soci CAI citati nell'articolo sono stati
oscurati per motivi di discrezione) |
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Nella colonna che mi riguarda è
riportato un riassunto di quanto ho scritto per NOVARAOGGI. il testo integrale è il seguente: |
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Facevo la mia prima salita in
montagna all’età di sei anni. Allora, siamo nel 1934, si
usava, nel periodo estivo, andare in campagna, cioè
trasferirsi dalle città a paesi di montagna o al mare
per soggiornarvi. Mia madre mi portava a Roccapietra una
frazione di Varallo in Valsesia. Numerose erano le
passeggiate che facevo con mia madre, una di queste è
stata la salita al Monte Castello (656), dove sorgono i
ruderi del Castello di Barbavara.
A 18 anni mi iscrivevo al CAI. Per me era irresistibile
il fascino di questa associazione che tanto faceva per
la montagna e che annoverava fra le sue file i migliori
alpinisti.
La Sezione di Novara allora non aveva lo sviluppo che ha
adesso. I soci erano pochi, le iscrizioni venivano
raccolte da una agenzia turistica in prossimità di
Piazza Cavour. Non c’era una sede. Quei pochi che come
me andavano in montagna si trovavano ogni giovedì dopo
il lavoro davanti all’allora Cinema Vittoria, in
prossimità di una ben precisa e determinata colonna dei
portici. Con compagni occasionali riuscivo a fare
qualche escursione sulle Prealpi Valsesiane. Però in
prevalenza ero solo come un cane randagio a salire le
cime della Valsesia. In alta montagna non potevo
certamente andare da solo. Con alpinisti dell’ultimo
minuto, conosciuti in rifugio o con guida alpina
riuscivo a fare le vie più impegnative del Monte Rosa,
partendo sempre dalla Valsesia.
Nel 1961 la Sezione di Novara decideva di fare un corso
d’alpinismo. Come istruttore con Antonio V. e Vittorio
B. portavo a termine il corso. Buona parte degli allievi
restavano per le uscite post corso. Nello stesso anno
veniva costituito il “Gruppo Roiza” che arrivava ad un
bilancio di 45 uscite anno. Le mete di quegli anni
spaziavano dalla Valsesia con suo Monte Rosa, alla Valle
d’Aosta con Monte Bianco e cime limitrofe, al Gran
Paradiso ed altre cime dal Rifugio Vittorio Emanuele.
Raggiungere una meta, specialmente in alta montagna, è
motivo di soddisfazione personale che fa bene ed aiuta a
vivere meglio. La stessa soddisfazione la provavo
operando nel CAI per costruire qualche cosa di utile per
l’organizzazione e per gli appassionati di montagna.
Nello stesso periodo imparavo a sciare su pista. Il mio
spirito di montanaro non poteva non portarmi che allo
sci-alpinismo. Per praticare questa disciplina della
montagna sono stato costretto ad uscire dalla Sezione di
Novara per trovare compagni in sezioni limitrofe.
Moltissime erano le escursioni che portavo a temine in
Val d‘Aosta, nel Delfinato e in altre zone. Realizzavo
anche alcune settimane sci-alpinistiche come la Houte
Route Classica, la Settimana ai 4.000 della Britannia
con le guida Toni Gobbi, Renato Petigax, Mario Senoner e
Giorgio Colli. La morte di Toni Gobbi, travolto da una
valanga con altri clienti, è sta per me una mazzata
tremenda: ho smesso di andare a sciare e di andare in
montagna.
Parecchi anni dopo per accompagnare mio figlio Roby
riprendevo con lo sci su pista e sempre per accompagnare
Roby mi iscrivevo ad un corso di speleologia rimanendo
in questo modo coinvolto nel’affascinante mondo delle
grotte. Sono stato anche presidente per tre anni del
Gruppo Grotte Novara.
In rappresentanza del Gruppo Grotte entravo nel
Consiglio Direttivo della Sezione, conseguenza mi veniva
assegnato l’incarico della raccolta di articoli e
dell’impaginazione di CAINOVARA notiziario semestrale
della Sezione.
Quando la Sezione decideva di fare il proprio sito
internet ero l’unico consigliere in grado di
realizzarlo. Già da anni smanettavo in internet e come
pensionato avevo tempo da dedicare alla bisogna.
Tuttavia non è stato facile. Il sito, impostato sui
criteri di facile accesso e leggibilità, alla fine
veniva pubblicato. Inizialmente incontravo difficoltà
nel reperire articoli da pubblicare. Successivamente,
con la sempre maggiore diffusione di internet, le cose
miglioravano. I responsabili delle varie attività della
Sezione si fanno adesso parte diligente nell’inviare a
me o al socio Marco Lazzari, che con me gestisce il
sito, il materiale da pubblicare. In questo modo il sito
è sempre aggiornato in tempo reale. |
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IL PARERE DI: PAOLO
Un plauso all'autore. Un curriculum senza peli sulla
lingua .
Complimenti a lui e vergogna per il sistema civico che
sopprime inutilmente i suoi elementi migliori favorendo
i clientelari! L'italietta delle marchette non è ancora
finita purtroppo. Ciao
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